William Turner, Light and Colour
SPACCASANGUE, LE VOCI DELLA LUNA, 2009
....Una poetessa “maledetta” o come diceva Verlaine, bisognerebbe dire “assoluta”.
Nel senso etimologico di “ab solutus”, sciolta dai legami delle necessità letterarie o
presunte tali, e dunque capace di una voce che non teme di nascere o di finire al di
là dei limiti e dei canoni che farebbero di una poesia, appunto, una poesia. E così
si resta investiti dal suo diario pieno di precipizi e di pezzi di cielo.
Davide Rondoni
V
Arancia meccanica
Arancia meccanica
Arancia meccanica
Chi sa da dove vengono le cose, da dove viene il mare che frange le molotov amadeus
mozart le chiuse alle dighe i transatlantici il cane di pavlov da dove vengono le
spiagge le orche l’everest.
Il giorno che si ammazzano i conigli. Metà settimana, la madre le dice vieni. In una
mano il catino, nell’altra la lama del coltello. I conigli sono belli quando sono piccoli.
Da grandi sono grassi e vanno ammazzati. La madre solleva la gabbia, prende il più
grosso. Lui sgambetta. La madre si siede sullo sgabello. Le dice tieni fermo il catino.
Raccoglie da terra un sasso, lo picchia come un martello sulla testa del coniglio.
Poi prende il coltello, un taglio deciso, da cima a fondo. Il coniglio fuma come una
fabbrica in inverno; il sangue trema, troppo vivo. Con un crack gli spacca la schiena;
lo apre come un pezzo di strutto, affonda le mani fino al polso, le riemerge colme del
fegato che sbatte le ali come un uccello.